La strana gara per il Villaggio olimpico di Cortina 2026

La strana gara per il Villaggio olimpico a Cortina – valore 35 milioni di euro – è arrivata al primo traguardo: consegnate le prime casette che nel 2026 dovranno ospitare sui monti ampezzani i 1.400 atleti dei Giochi invernali 2026. Grande gaudio del ministro dello sport, Andrea Abodi: “Il conto alla rovescia è davvero iniziato!”. E del commissario e amministratore delegato di Milano-Cortina 2026, Fabio Saldini: “È per noi motivo d’orgoglio vedere un’opera del piano olimpico prendere forma”.
In verità, una decina di casette consegnate su 377 totali non è proprio, per ora, un motivo di gran vanto. Soprattutto se si va a vedere come sono queste quattro casette e se si ascoltano le prime proteste per come è stata realizzata la gara. È già arrivata una prima segnalazione critica da parte del responsabile per l’Italia del Mbi (Modular Building Institute, l’associazione internazionale dei costruttori e rivenditori del settore), Furio Barzon.
Le casette olimpiche sono delle costruzioni modulari prefabbricate, che permettono il loro riutilizzo futuro, dopo la fine dei Giochi olimpici. “Ma l’appalto ha stranamente chiesto casette di dimensioni non standard, una scelta che non rispetta le prassi consolidate dell’industria delle costruzioni modulari e che compromette il riutilizzo futuro delle unità prefabbricate”. Così protesta Barzon. “Questi moduli sono stati richiesti in noleggio per il periodo dell’evento: le loro dimensioni fuori standard rendono però più difficili la logistica e il trasporto, ma soprattutto il successivo riutilizzo su altri progetti”.
Le aziende in grado di soddisfare le richieste della gara hanno analizzato il bando, ma poi hanno scelto di rinunciare: le casette richieste nel bando non rispettano gli standard seguiti dall’industria delle costruzioni modulari, il budget proposto dal bando è basso, i tempi imposti sono molto stretti. Così alla gara ha partecipato una sola azienda: la Crippacampeggio srl di Carate Brianza. I concorrenti ipotizzano che la questa potrebbe già avere in mente di riciclare le casette olimpiche, alla fine dei giochi, nei campeggi già oggetto del suo business, rendendo così conveniente la realizzazione di casette anche fuori dalle misure standard.
Già la gara è partita in modo anomalo, almeno secondo le proteste degli imprenditori del settore. Il bando è stato pubblicato l’11 agosto 2024, in pieno periodo di ferie, con scadenza ravvicinata, al 18 settembre 2024. Una proroga era stata richiesta, ma non è stata concessa. L’ente appaltante è la Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 spa.
La richiesta era: “Fornitura temporanea (fornitura, posa, rimozione) di 377 moduli abitativi per una capienza complessiva di 1.400 posti letto più servizi comuni (mensa, depositi etc.), comprensivo di tutte le infrastrutture tecniche (senza scavi per un ripristino totale) entro il 1° novembre 2025”. Il valore complessivo dell’appalto è di 35.716.812,86 euro più Iva, con possibilità di subappaltare il 50 per cento della fornitura.
La Crippacampeggio ha vinto, con un ribasso dello 0,3 per cento, in alleanza, per l’installazione dei moduli e delle tensostrutture, con gli olandesi di Losberger De Boer International e, per le fondazioni e i lavori edili, con la Fratelli De Prà di Ponte nelle Alpi (Belluno). Ora si apre la prima gara delle Olimpiadi: realizzare le 377 casette entro il prossimo 1° novembre.